OGM PLANeT
e le Avventure di un Art Toy
EPISODIO 4
ATTRAVERSO PRIMAL FOREST
TRAILER / Grazie al mitico Veliero Barca Noce, OGM e Cherubino approdano alle coste di un’assurda e pericolosa foresta antica, Primal Forest la foresta parlante, che ha il magico potere di trasformare le paure in animali. Riusciranno ad attraversarla indenni?
PROTAGONISTI
19. PRIMAL FOREST + 20. FROGGY FROG + 21. ZANNA DI LEONE + 22. LINO CAMPESTRINO + 23. LESTOGATTO + 24. KORNY RHINO
19. PRIMAL FOREST + 20. FROGGY FROG + 21. ZANNA DI LEONE
22. LINO CAMPESTRINO + 23. LESTOGATTO + 24. KORNY RHINO
LEGGI IL 4° EPISODIO
Attraverso Primal Forest
OGM e Cherubino veleggiarono attraverso la vasta distesa del mare, guidati dal leggendario Pirata in Erba, a bordo del mitico Veliero Barca Noce. Il cielo sopra di loro era di un azzurro così profondo che sembrava dipinto, punteggiato qua e là da nuvole candide che assumevano forme stravaganti: una pareva assomigliare ad un fiore, quell’altra ad una teiera, un’altra ancora ricordava la forma dei baffi di Mr Hipster. Videro anche qualche bizzarra bestiola sguazzare nell’acqua salsa, uscire e fare qualche piroetta, per poi tornare in acqua con un sonoro splash.
Dopo qualche tempo, in lontananza, parve a Cherubino di vedere la costa di Selfie City. Ed era proprio vero! Erano finalmente giunti a destinazione.
La nave si avvicinò alla battigia, dove la sabbia dorata e delle conchiglie colorate creavano un tappeto tinto dei colori dell’arcobaleno… chi poteva sapere se in fondo alla spiaggia avrebbero trovato un folletto! Chissà.
L’adunanza che si raccolse sulla riva era davvero singolare: delle strane ranocchie, che grondavano acqua, indossavano una cintura colorata in vita, un ampio cappello di paglia e portavano una spada affilata sulla schiena, ma soprattutto sembravano tutte avere lo stesso sguardo di OGM. “Figurano proprio come dei guerrieri in miniatura” pensò OGM, “e come mi somigliano!” aggiunse.
Giunti dunque sulla terra ferma, la prima cosa che fecero fu naturalmente ringraziare e salutare il leggendario Pirata in Erba, che se ne tornò bellamente sul suo Veliero Barca Noce saltellando sul gambo verde, e riprese la rotta per Laggiù.
Poi, la più robusta fra le ranocchie, Froggy Frog si chiamava, che sembrava godere di una certa autorità fra tutte loro, parlò: «Si avvicinino, lor viaggiatori, e mi prestino ascolto.»
OGM e Cherubino si avvicinarono di un passetto o poco più, e anche tutte le altre ranocchie. OGM tirò l’orecchio che non aveva con una certa ansia, mentre Cherubino si era messo a parlar familiarmente con le rane, come se le conoscesse da un secolo.
«Gra gra!» disse Froggy Frog la ranocchia con voce stridula, proseguendo «La domanda che vi pongo è sufficientemente indubbia, pare a me! Dove è che siete diretti per dunque?»
«Ci occorre di andare lesti a Selfie City» rispose in fretta OGM.
«Gra gra!» soggiunse Froggy Frog annuendo con cipiglio di assenso, e con molta cortesia spalancò il braccio sinistro aprendo la via «Allora di qua dovete passare, attraverso la Foresta Primitiva, ovvero la selvaggia giungla di Primal Forest». «È la giungla tropicale primitiva che protegge la città!» si intromise stridendo un’altra ranocchia.
«Gra gra… Gra gra…» continuò senza darle bado «Non è un’impresa tanto comoda, mi soggiunge di dirvi. La magica giungla di Primal Forest riflette le vostre paure, ma anche il vostro coraggio e le vostre abilità, trasformandole in altrettante creature… Di più non posso dirvi. Ma, ahimè, è l’unica via per di là in fondo».
Indicò loro una direzione con la sua piccola spada, poi li salutò con garbo e tutte le ranocchie se ne tornarono stagnanti a bearsi della frescura dell’acqua.
OGM e Cherubino si addentrarono così attraverso il folto della foresta tropicale. I fiori e i fili d’erba ondeggiavano, quasi come intenti a seguire i passi di una musica invisibile. Proseguendo lungo la via, notarono una scena curiosa in lontananza. Un gruppo di koala sedeva attorno al tronco di un albero mozzato, lavorando a maglia le foglie di bambù e conversando del meteo con raffinati accenti. Poco più in là, un gorilla stava dipingendo il ritratto di una banana, su di un enorme sasso, con un’espressione in viso tra il serio e il faceto. Accanto a lui, danzava un procione con una foglia in testa e suonava una melodia allegra su di un violino immaginario. Incredibilmente, tutti a Primal Forest sembravano avere lo stesso sguardo di OGM… “È talmente assurdo che sembra di esser tornati a prendere il tè con Catrina Scheletrina” pensò con un sorriso divertito OGM.
Cherubino, che era sempre vigile, si accostò ad un cagnolino che passeggiava con la lingua a penzoloni vicino a loro. «Buongiorno, Signor Cane» gli disse con garbo «siamo sulla retta via per Selfie City?»
Il cane, che aveva l’aria di sapere molte cose, alzò entrambi i sopraccigli e riavvolse la lingua come una rotella: «Sicuramente so di sì. Come so che mi chiamo Lino Campestrino, e che dovreste prestare attenzione più avanti. Ma non vi dirò da chi. Dovresti sapere, compare canino, che nemmeno il cane muove la coda a vuoto!»
Poi srotolò nuovamente la lingua e proseguì la sua allegra passeggiata.
OGM e Cherubino si guardarono con sguardo allarmato.
«Non può essere altri che Zanna di Leone… Il grande leone di Primal Forest!» esclamò convinto Cherubino, annusando l’aria in cerca di pericolo.
Per un po’ si misero a guardarsi intorno, cercando con occhi attenti il leone. Alla fine, lo scorsero che ne stava sdraiato in panciolle sotto un albero, occupato a sonnecchiare pigramente e a prendere il sole per abbronzare la criniera, senza mostrare il benché minimo interesse verso qualsivoglia creatura.
«Perbacco, me ne sarò stato troppo affrettato di giudizio… » mormorò Cherubino perplesso e amareggiato.
Così proseguirono la marcia e si sentirono sollevati quando videro che non vi era alcun pericolo ad attenderli. “Forse quel cane aveva perso il senno dalla lingua” si disse tra sé e sé OGM.
«Se si sapesse che cosa vi portate addietro… hi hi hi» disse soffiando una voce in lontananza. Quando sussultarono di paura, scorsero un gatto, che saltava da un ramo di albero all’altro ed era invece a pochi passi di distanza. Gli occhi gli brillavano di malizia e il felino si limitò a soffiare e ghignare quando incrociò i loro occhi. Aveva lo sguardo che puntava dritto dritto al Cuore dei Cuori.
«Eccolo! È lui il pericolo! È Lestogatto il gatto ladro!!!» gridò Cherubino con paura. OGM doveva assolutamente proteggere il suo tesoro, non poteva permettersi di perderlo o sentiva che non sarebbe più arrivato al suo appuntamento di mezzanotte. E come avrebbe fatto allora?
«Da questa parte!!! Forza, dallo a me… » disse Lestogatto il gatto ladro, facendo un cenno con la zampa destra, mentre si avvicinava saltellando sghignazzante.
Proprio quando credevano di essere ormai perduti, un poderoso rinoceronte sbucò fuori dall’erba, come fanno i funghi quando il tempo è uggioso.
«Salite in groppa, presto!!!» grugnì il rinoceronte con voce profonda e autoritaria.
OGM e Cherubino non persero tempo in titubanze. Prontamente saltarono sulla schiena del rinoceronte. Lestogatto il gatto ladro, furioso com’era, aveva però paura di quella bestia possente e, con un ultimo ghigno, sparì tra le fronde, lasciando solamente l’eco delle sue risa.
Il paesaggio scorreva veloce come un treno davanti ai loro occhi, mentre il rinoceronte, che si chiamava Korny Rhino, galoppava a tutta forza. OGM e Cherubino intanto si adoperavano per rimanere in equilibrio e non cadere per terra.
In poco tempo attraversarono la foresta di Primal Forest e arrivarono così ai margini di Selfie City.
«All’ingresso» suggerì loro Korny Rhino il rinoceronte in un mormorio «dite che dovete essere ricevuti da Sir Bobó. Ed ecco che entrerete in men che non si dica… ».
OGM e Cherubino annuirono, grati per l’aiuto ricevuto. «Grazie, gentile rinoceronte. Il tuo aiuto non andrà scordato. Arrivederci Korny Rhino!» dissero salutandolo.
Il rinoceronte fece un cenno di cortesia con la testa e si allontanò con passo possente, sparendo rapidamente tra l’erba alta di Primal Forest.
... to be continued
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