OGM PLANeT
e le Avventure di un Art Toy
EPISODIO 5
MAGIA A SELFIE CITY
TRAILER / Usciti indenni da Primal Forest, OGM e Cherubino arrivano a Selfie City, l’ultima tappa di questa fiaba. Qui OGM avverte di essere sulla strada giusta per tornare a casa, ma prima deve fare un’ultima cosa: salvare OGM PLANeT!
PROTAGONISTI
MISS LIBERTY
COMING SOON
SIR BOBO
COMING SOON
HENRY IL DOGANIER
COMING SOON
MR PANCHO
COMING SOON
PRINCIPE GHERIGLIO
COMING SOON
Dr GLASSES
COMING SOON
LITTLE DANTE
COMING SOON
S.J. IL DETECTIVE
COMING SOON
25. Miss LIBERTY + 26. Sir BOBO + 27. HENRY IL DOGANIERE
28. Mr PANCHO + 29. PRINCIPE GHERIGLIO + 30. Dr GLASSES
31. LITTLE DANTE + 32. S.J. IL DETECTIVE + 33. FATINA BALLERINA
LEGGI IL 5° EPISODIO
Magia a Selfie City
OGM e Cherubino per un po’ si misero ad osservare i ponti all’ingresso di Selfie City, e non sapevano che fare, quando ecco che videro un curioso personaggio che faceva da guardia. O almeno lo presero per una guardia, perché se ne stava impietrito davanti al ponte principale all’ingresso della città, ergendosi su di una torretta e bloccando loro il passaggio: il suo nome era Miss Liberty.
Miss Liberty li guardò avvicinarsi con sospetto, aveva un braccio conserte, mentre con l’altro reggeva una strana fiaccola: «Dovete entrare?» chiese loro. «Principalmente si tratta di questo» risposero.
«Signora o Signor Miss Liberty, come che sia, noi siamo fraterni amici di Sir Bobó, e dovremmo raggiungerlo perché ci riceva» rispose prontamente OGM.
Non appena queste parole uscirono dalla bocca di OGM, il cielo sopra di loro si fece di un azzurro più chiaro, poi di un blu più intenso, e una figura discese come se stesse percorrendo una scalinata che non c’era. Indossava una livrea elegante, un cappello a bombetta e portava un ombrello aperto, quasi fosse un paracadute.
“Che cosa insolita” pensò OGM fra sè e sè “pure questi due qui mi assomigliano parecchio”. L’omino atterrò leggiadro davanti a loro e fece un profondo inchino richiudendo l’ombrello. «Ossequi ai miei vecchi e nuovi amici, da Sir Bobó» disse accompagnando la frase con un largo sorriso. «Sono gioioso di vedervi. Vi prego di seguirmi… a Selfie City… »
Attraversarono il principale ponte in pietra sospeso sopra un fiume, il Ponte di Riobasso, che li condusse di filato a Selfie City.
OGM e Cherubino avevano la bocca spalancata dall’incanto. I palazzi erano bizzarri e bellissimi, costruiti con moltitudini di materiali scintillanti che si ergevano in forme impossibili, e si intrecciavano su una rete di canali e rivoli d’acqua dai mille riflessi creando un’atmosfera da sogno.
«Certo che son tutti uguali a me in questa città… eppure son diversi… tutti uguali e diversi da me» disse ancora OGM a sé stesso con stupore.
Non potendo frenare la curiosità, si guardò ansiosamente intorno. Le personcine che osservò lungo il ponte successivo erano proprio insolite. Figurarsi, c’era Henri il Doganiere, un impiegato della dogana che portava un basco inclinato sulla testa alla maniera dei pittori, e dipingeva baffi a chi sonnecchiava. Da un angolo si udiva Mr Pancho che strimpellava una chitarra, vestito con un sombrero scintillante. Proseguendo, videro un personaggio ancor più stravagante, il Principe Gheriglio: era piccolo piccolo, ma camminava con passo deciso e marciante, come a dirigere delle truppe invisibili. Ogni tanto si fermava e dava ordini al vento, gesticolando con la spada e proclamando decreti come “da domani i fiori dovranno sbocciare solo dalle tre all’ora del tè”, rivolgendosi verso Dr Glasses, uno strano soggetto dagli enormi occhiali. Poi si imbatterono lungo il cammino in Little Dante, un poeta che declamava versi in una lingua sconosciuta e portava una corona di foglie verdi, bianche e rosse.
Mentre accadeva tutto questo e guardavano la città, una domanda balenò nella mente di OGM, che si arrischiò di chiedere: «Perché dobbiamo venirti appresso? Chi sei tu?».
«Io sono Sir Bobó e già ve l’ho detto carissimi e carissime…» rispose austeramente Sir Bobó. «Tu invece chi sei?» aggiunse poi rivolto ad OGM. «Temo di non poterle rispondere chiaramente, Sir Bobó» disse OGM in maniera assai gentile «Perché dopo esser stato in così tanti posti in un giorno, non capisco più nulla».
«Che cosa vai contando???» disse Sir Bobó.
«Temo di non sapermi spiegare…» replicò OGM «Ma perché dobbiamo venirle appresso?». «Perché? Perché??!!!» chiese offeso Sir Bobó, «Perché l’oca non è un tacchino. E perché oggi non è domani, ma sarà ieri, anche se è stato domani un giorno addietro.»
Era una risposta sconveniente. OGM non seppe che altro dire. Sir Bobó pareva di cattivo umore adesso e perciò OGM non domandò altro.
Ad un tratto si fermò e con ampio gesto della mano indicò un omino che si avvicinava lentamente.
«Perché? Perché ora c’è S.J. il Detective» disse Sir Bobó con un sorriso «Ecco il perché».
Il S.J. il Detective era un ometto che se ne stava seduto al centro della strada, con le braccia conserte, fumando tranquillamente una lunga pipa che emetteva piccole esplosioni di fumo profumato.
«Un piacere ad incontrarvi… » disse non prestando attenzione a nessuno.
Prima che OGM potesse rispondere, Sir Bobó aprì il suo ombrelletto, «Il mio lavoro qui è giunto a conclusione» disse iniziando a sollevarsi lentamente verso il cielo «…il perché definitivo vi attende! Addio, cari amici, e buona fortunaaaaa!!!». Con un ultimo cenno, scomparve tra le nuvole, lasciando OGM e Cherubino nelle mani di S.J. il Detective.
S.J. il Detective ed OGM si guardarono a vicenda per qualche tempo in silenzio; finalmente il S.J. il Detective staccò la pipa di bocca, e parlò con voce bassa e misteriosa.
«Seguitemi…» disse «…a teatro!!!»
Quando raggiunsero il teatro, era ormai sceso il buio. Giunti sul posto, si misero a guardare il Teatro del Mondo di Selfie City. Era un edificio quadrato e alto, notarono OGM e Cherubino, ma sembrava quasi fluttuare, come se potesse spostarsi a piacimento su una zattera. Oggi era lì, ma domani chissà.
Quando entrarono ritrovarono tutte le personalità che avevano incontrato lungo il loro cammino, poi furono avvolti dall’oscurità, da un buio profondo, come se si fosse spento il mondo.
Improvvisamente, le luci si accesero su di un palco rotondo con danzatori che si muovevano in cerchio, e parevano una trottola che girava. Era un balletto, si chiamava “I provinciali dell’Orsa Minore“, o così era capitato di leggere ad OGM su di un foglietto svolazzante. Per qualche istante S.J. il Detective fumò in silenzio, poi sciolse le braccia, si tolse la pipa di bocca di nuovo e disse «Il corpo di ballo triadico… meraviglioso…», poi sbadigliò e tornò a fumare.
OGM e Cherubino guardarono affascinati, i loro occhi seguivano i ballerini che sembravano galleggiare nell’aria. Al centro del palco, una figura si distinse: la Fatina Ballerina. Il suo costume era un capolavoro di pizzi e stoffe dei colori del cielo, ed aveva la sagoma di un cuore da riempire sul petto. La performance danzante giunse a conclusione, poi la Fatina Ballerina si avvicinò a loro con un dolce sorriso in volto. «Mi è giunto alle orecchie che avete un problema di cuore…» disse con voce mielosa. Li osservava con occhi grandi grandi, che li facevano sentire piccoli piccoli. OGM e Cherubino annuirono come fossero un unico essere.
Poi aggiunse guardando OGM: «Questa è la notte più profonda del tuo cuore…» e allungò una manina come quella di una fata. «Mostrami il tuo cuore e ti aiuterò a trovare la tua anima» concluse in dolce tono. OGM esitò solo per un momento, poi con un gesto estrasse il Cuore dei Cuori e lo mise nelle mani delicate della Fatina Ballerina.
Lei si portò il Cuore dei Cuori al petto, sul suo cuore da riempire; in quel momento un bagliore intenso inondò la stanza e tutto parve rallentare. Improvvisamente, il pavimento sotto i loro piedi tremò e si aprì, rivelando un vortice scintillante che sembrava estendersi all’infinito. OGM e Cherubino sentirono una forza invisibile trascinarli verso il basso, mentre il Teatro del Mondo scompariva intorno a loro.
Si ritrovarono in un universo di galassie, un luogo che sembrava fatto di stelle e lucine come lampadine. Le Porte di Sirio si aprivano sotto i loro piedi, verso la Via Lattea.
La Fatina Ballerina riprese a parlare: «Dolce OGM… sei arrivato puntuale al tuo appuntamento di mezzanotte, portandomi il tuo cuore… » e si allargò in un abbraccio verso OGM e Cherubino. Poi proseguì: «Io rappresento lo Spirito di questo Pianeta, che avete salvato mostrando amore per tutti gli esseri che lo popolano. Per questa ragione dalla mezzanotte di oggi questo pianeta si chiamerà OGM PLANeT!!!».
Quando terminò di pronunciare queste parole, sciolse l’abbraccio e due caschi spaziali apparvero intorno alle teste di OGM e Cherubino. Poi la Fatina Ballerina, ovvero lo Spirito di OGM PLANeT, sorrise, e disse dolcemente: «L’universo ora vi attende, per conoscere ed amare nuovi mondi…» e, oltrepassando le Porte di Sirio, accompagnò i due verso la Via Lattea.
Cominciò così il viaggio di OGM e Cherubino nelle galassie del cosmo. Chissà dove andarono a finire quella volta… Ma questa è un’altra storia.
... to be continued
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