OGM PLANeT

e le Avventure di un Art Toy

EPISODIO 3

UNA PORTA PER GARDEN PARK

TRAILER / OGM e Cherubino aprono Una Porta per Garden Park, ritrovandosi ad attraversare un enorme parco giardino. Aiutati dal Cinghiale Bianco, arrivano al cospetto di una pericolosa Regina… e quando tutto sembra perduto, accade un imprevedibile colpo di scena!   

PROTAGONISTI
LA REGINA DI GARDEN PARK
COMING SOON
IL RE DI GARDEN PARK
COMING SOON
IL LEGGENDARIO PIRATA IN ERBA
COMING SOON

13. IL CINGHIALE BIANCO + 14. IL RE DI GARDEN PARK + 15. LA REGINA DI GARDEN PARK + 16. ANDREA LA DONNOLA + 17. IL LEGGENDARIO PIRATA IN ERBA + 18. IL MITICO VELIERO BARCA NOCE

Una porta per Garden Park

OGM e Cherubino non si erano allontanati di molto, che una grande porta si stagliava in mezzo alla strada, bloccando loro il passaggio. Per un po’ si misero a fissare quella strana porta chiedendosi che cosa ci facesse lì in mezzo alla via. «Questo posto è sempre più strano!» esclamò OGM. «Oh poveri noi! Come faremo mai a proseguire?» aggiunse. In quel momento un’idea si accese nella testa di OGM.
«Oh! E se usassimo la Chiave di Cuori?» domandò al suo fedele compagno.
Cherubino rispose con un abbaio di assenso.
Così, detto fatto, OGM infilò la piccola chiave nella serratura e girò la maniglia.
Fecero per attraversare l’uscio e… puffete!!! OGM e Cherubino affondarono fin sopra la testa nell’acqua marina. Fu proprio in quel momento che una bolla d’aria venne a crearsi attorno ai due permettendo loro così di proseguire il cammino.
Ma quando arrivarono nel punto dove avrebbero dovuto trovare il Cuore dei Cuori, non vi era nulla di più del fondale marino. Anzi, guardando meglio, qualche altra cosa c’era: la scintillante Corona delle Stelle.
«Questa è la corona della sovrana! La Corona delle Stelle che appartiene alla Regina di Parco Giardino ovvero Garden Park!» esclamò Cherubino tutto d’un fiato «È stata lei a prendere il Cuore dei Cuori!».
«Allora non ci resta che andare a riprenderlo… » disse sospirando OGM.
E camminando sul fondale marino protetti dalla bolla, fecero ritorno alla porta.

Questa volta, però, la porta li condusse di filato ad un vasto giardino, dove un grande arbusto a forma di Corona delle Stelle stava dirimpetto all’ingresso. Un luogo avvolto da un’atmosfera di mistero e malizia.

«La porta ci ha condotti a Garden Park!» disse Cherubino « …e questo è il giardino della Regina

Dovete sapere che la suddetta sovrana regnava su Garden Park collezionando tutti gli elementi del cosmo e intrappolando le piante e gli animali più rari e antichi nel suo giardino, per soddisfare la sua brama di potere. E come se non bastasse, aveva preso il Cuore dei Cuori, l’elemento vitale del pianeta, per farlo suo.

OGM e Cherubino si addentrarono così tra le siepi intricate e i sentieri tortuosi di quell’immenso giardino.
«Questo giardino, a guardarlo meglio, pare più un labirinto» disse fra sé e sé OGM. Proseguendo per la via, OGM si guardò intorno tra i fiori e i fili d’erba, ma non poté veder nulla che somigliasse ad un cuore. Notò con sorpresa che il giardino era popolato da molte specie di animali, buffi e con gli occhioni che sembravano scrutare il passaggio di OGM e Cherubino. «Poveretti davvero questi animaletti intrappolati quì» osservò con tristezza Cherubino.

Trovarono piante e fiori rari che crescevano sotto delle campane di vetro, come gioielli custoditi gelosamente. Questi rappresentavano gli elementi del cosmo, radici intrecciate con i fili del pianeta stesso e foglie lucenti come stelle cadenti. Alcuni fiori, alti e maestosi, ondeggiavano leggermente al ritmo della brezza, le loro corolle splendenti sotto il sole. Poterono ammirare innumerevoli diversità portate via da altre terre del pianeta: dei Boll’Arbusto, dei Fiore Ventaglio, una Mezzaluna in Fiore, i Gira Sole, e tante altre specie.

OGM notò un grosso cespuglio che aveva pressa poco la sua altezza. Dopo che l’ebbe esaminato, si alzò in punta di piedi e si affacciò per vedere cosa ci fosse dietro. I suoi occhi si incontrarono con quelli di un grosso cinghiale, che se ne stava seduto all’ombra del cespuglio, non facendo la minima attenzione né a loro, né ad altro.

Poi il cinghiale guardò OGM per qualche tempo in silenzio; finalmente si alzò da terra e, tirando uno sbadiglio, parlò con voce sonnacchiosa: «Chi sei tu?». «Io sono io, OGM, ed è l’unica cosa che so per certo. E mi devo affrettare per il mio appuntamento di mezzanotte. Ma prima devo trovare la Regina di Garden Park!» rispose OGM.

«Che cosa mi vai raccontando???» disse infastidito il cinghiale.
OGM pensò che poteva aspettare, perché forse il cinghiale avrebbe potuto dire qualcosa di importante. Così si lanciò in un meticoloso racconto del viaggio fatto sino a lì.
«Mmh… affatto bene» soggiunse il cinghiale.
Cherubino si sentiva un po’ irritato dalle brusche osservazioni del cinghiale, e replicò con gravità «Perché allora non ci dici tu chi sei?!».

«Mmh…» il cinghiale pareva di cattivo umore, «il Cinghiale Bianco mi chiamano, e perciò sono.»
Dopo qualche minuto di silenzio, riparlò: «Mmh… ho qualche cosa di importante da dirvi…» fece due o tre sbadigli, poi riprese pronunciando soltanto queste parole «…per avere il Cuore dei Cuori dovete portare la Corona delle Stelle alla sovrana, la Regina di Garden Park. Lei non può dormire senza quella corona!» e subito si rimise a russare.

Qualche tempo di cammino dopo, OGM e Cherubino giunsero alla residenza della sovrana, la Regina di Garden Park. Si trovarono dirimpetto ad una maestosa dimora, con torri che si stagliavano contro il cielo. Superato il ponte levatoio che attraversava una cinta d’acqua, spinsero il portone a battenti ed entrarono.
La Regina di Garden Park sedeva in mezzo alla stanza principale sprofondata su di un grande trono. In fianco a lei in piedi stava il Principe di Garden Park, che era ancora Principe Consorte perché da moltissimo tempo aspettava invano la nomina di Re, mentre uno scalino più in basso era sdraiata la dama di compagnia della sovrana, Andrea la Donnola.

«Cosa è questa audacia?» tuonò la Regina di Garden Park, battendo un piede con impazienza: «Chi osa disturbare la mia corte?».
OGM e Cherubino non poterono fare altro che inchinarsi con rispetto.
Dopo averli scrutati attentamente per qualche istante, il volto della Regina di Garden Park si fece più luminoso.

«Bene, finalmente siete arrivati! Vi stavo aspettando!» gridò la sovrana. «Fate allora un giro nel mio splendido giardino!» ordinò. «Abbiamo già ammirato il vostro giardino oh illustre sovrana Regina di Garden Park» abbaiò in risposta Cherubino. «Venite qui dunque!» ordinò di nuovo la Regina di Garden Park. «Se non è per vedere il mio giardino, che cosa volete?!» chiese accompagnando la domanda con sguardo scrutatore.

OGM aveva notato che la Regina di Garden Park non si era minimamente accorta della mancanza della sua corona.
«Sovrana» disse OGM facendo un passetto avanti «siamo qui per farle una proposta». Andrea la Donnola alzò un sopracciglio da sotto gli occhiali, incuriosita. «Parla, allora!» disse con voce tagliente colei che regnava su Garden Park.

OGM si fece coraggio: «Vi restituiremo la vostra corona, detta Corona delle Stelle, a patto di ricevere in cambio il Cuore dei Cuori!» disse, mostrando la corona. «Inoltre, se accetterete, dovrete liberare tutti gli animali, le piante e i fiori che tenete prigionieri nel vostro giardino!» aggiunse OGM.

Il volto della Regina di Garden Park si fece paonazzo: «E perché dovrei accettare una tale proposta?!» chiese con un sorriso furente e malizioso.

Ad OGM non piaceva essere a pochi centimetri dalla Regina di Garden Park, era così perfida e furba da far venire la pelle come quella di un’oca. “Non ci penso proprio a lasciarla vincere, nemmeno per buona educazione…” pensò fra sé e sé OGM per farsi coraggio. «Perché se non accettate, getteremo la Corona delle Stelle nel null’altro e per voi sarà impossibile ritrovarla!» esclamò OGM tutto d’un fiato.

La Regina di Garden Park rabbrividì, mentre Andrea la Donnola conficcò i suoi artigli aguzzi nel terreno. «Va bene!» disse infine la sovrana accettando l’offerta, «Avrai il Cuore dei Cuori e tutti gli animali, le piante e i fiori saranno liberati».

Con un gesto regale fece un cenno alla sua dama di compagnia e Andrea la Donnola ordinò di liberare tutti gli animali e gli altri esseri prigionieri, e di portare il Cuore dei Cuori ad OGM. Dopodiché OGM consegnò la Corona delle Stelle alla Regina di Garden Park, che se la rimise in testa.

Mentre tutti gli animali fuggivano verso la libertà, e i fiori e le piante respiravano un’aria nuova, OGM e Cherubino sentirono un senso di soddisfazione misto a felicità riempire i loro cuori. «Eh sì» parlò OGM «Aveva proprio ragione Catrina Scheletrina detta l’Oracolo: “Serve sempre il cuore in quello che fai”».

A quel punto, con gran sorpresa di OGM e Cherubino, una voce familiare andava crescendo da lontano dietro a loro e si fece più chiara quando apparve il Cinghiale Bianco.
«Mmh… lo scambio è andato a buon fine» disse il Cinghiale Bianco, appena ebbe finito di sbadigliare.
OGM fece un cenno con il capo nell’attesa che il Cinghiale Bianco dicesse dell’altro. «Mmh… poco m’importa di dove devi andare, se la strada vai cercando… » soggiunse il Cinghiale Bianco. «Ma non son di certo scortese. Ci hai liberati e pertanto ti aiuterò quel tanto che basta a sdebitarmi» aggiunse. «Purché io giunga al mio appuntamento di mezzanotte!» rispose OGM. «Oh, vi giungerai di certo, come certo è il mio nome!!!» disse il Cinghiale Bianco. «Non avete che da seguirmi da quella parte e poi dall’altra… Insomma alla fine dovete dirigervi a Selfie City».

OGM si sentiva sempre più strano in quel pianeta: «Ma che personaggi bizzarri ci sono in questi dintorni?» si domandò.

Il Cinghiale Bianco li condusse alla riva dell’isola di Garden Park, dove nell’acqua scorsero un grande guscio di noce che stava rovesciato all’ingiù, sotto sopra, semi-nascosto tra le onde del mare. Era un’immagine senza senso, ma OGM sapeva che in quel pianeta nulla era come sembrava.
Con un gesto della zampa, il Cinghiale Bianco pronunciò una formula magica che ad OGM parve suonare come una canzone… O forse era emozione? Chissà…

Ad ascoltarla meglio, la formula magica recitava così:

“Mare mare mare, non voglio volare,

ma sulla sabbia fa un caldo tropicaleeeee…

Quando l’aria delle cose diventa irreale,

o mare mare mare, a SELFIE CITY voglio andareeeee…

Via via via da queste sponde,

Portami lontano sulle ondeeeee!”

Il grande guscio di noce cominciò a vibrare, prima di rovesciarsi improvvisamente da sotto la superficie dell’acqua. OGM e Cherubino videro con stupore che era un veliero: il mitico Veliero Barca Noce, che si credeva scomparso nel nulla. Il timoniere si rivelò essere il leggendario Pirata in Erba, una pianta pirata con un aspetto davvero bizzarro e una benda a forma di cuore su un occhio. Era un pirata davvero fuori dai gangheri che aveva solcato tutti i mari conosciuti e sconosciuti.

«Benvenuti a bordo, miei prodi!» urlò con voce profonda e roca «Siamo pronti per salpare verso Selfie City!!! Sempre e comunque oltre l’orizzonte!!!»

«La ringraziamo Cinghiale Bianco…» disse Cherubino colmo di gratitudine. «Mmh…» disse Il Cinghiale Bianco, e questa volta si mise a dormire profondamente.

E così, con le vele spiegate e il vento che soffiava, OGM e Cherubino, a bordo del Veliero Barca Noce, salparono verso Selfie City.

... to be continued